Eh, ma tu sei bravo… (old post)

by adminfc, March 12, 2013

E’ da un po’ di tempo che scatto poco. Già prima non ero proprio una mitraglietta del click ma ultimamente le cose stanno peggiorando.
E’ anche da un po’ di tempo che una positiva vena polemica mi sveglia nelle varie fasi di stanca della giornata.
Succede che in ogni evento di gruppo, solitamente per me sono i miei workshop, io scatto da 20 a 40 fotografie. Diciamo 30 e la media è fatta.
I miei allievi ne scattano mediamente 600. Quindi qualcuno 800 e qualcuno si ferma a 400.
Poi come solito tutti noi le pubblichiamo e le condividiamo sui nostri canali, le andiamo a vedere, ce le commentiamo e proseguiamo on line la socialità nata nel fango o dietro ad una luce da studio.
E accade molto spesso una cosa: le mie fotografie sono più belle.
No no, non mi voglio lodare, non è davvero il caso. Il problema è inverso: non ha senso che le mie misere 30 siamo venute meglio. Non è giusto. E’ folle.
“Eh, ma tu sei bravo…” mi dicono.
No, non lo sono. E non è falsa modestia: quando mi riterrò bravo lo dirò da solo senza mezzi termini credetemi, sono megalomane.
Il motivo non è questo. Fidatevi.
Il motivo del perchè le mie misere 30 siano migliori sta proprio nel fatto che… sono solo 30.
Io non scatto. Cammino, mi guardo intorno, ravano nel mio derelitto cranio (di neo 40enne accidenti) alla ricerca di un’idea, di una scintilla, di un qualcosa che mi faccia emozionare, incazzare, far venir voglia di parlare attraverso immagini. Ed è una tortura, ve lo garantisco. Non so ancora dire se sia una buona cosa o meno.
La costante insoddisfazione è terribile. L’essere consci che l’orgoglio di una buona fotografia durerà solo il tempo di postprodurla e poi sarà finito li, alla ricerca di un qualcosa di meglio, di più mio. Molte volte esco ansioso di trovare un qualcosa che non so nemmeno cosa sia, e rientro incazzato.
Ma tant’è, sta cosa ce l’ho e me la tengo.
Ma il messaggio è rivolto ai miei allievi e a chi legge, sapete che tengo molto a voi.
Dovete capire che è necessario smettere di scattare. L’esercizio tecnico ha senso solo per un lato didattico. Dovete iniziare a parlare attraverso le vostre fotografie. Dovete scattare solo quando sentite il pizzicorio dietro la nuca. Non importa se quel che avete da comunicare piaccia o meno agli altri. Importa che sia una cosa che volevate comunicare.
Ieri, parlando del prossimo workshop che terremo a venaria, nudo con modella, un partecipante mi ha chiesto delucidazioni circa le tempistiche dei turni di scatto “per capire quante foto riusciremo a fare”.
So che mi stai leggendo e ti chiedo scusa ma mi fai comodo come esempio di un qualcosa che accade ogni volta 🙂
Quante foto riuscirete a fare ? La mia tentazione è quella di dirvi “non dovete nemmeno portare la macchina fotografica !”. Dovete venire per ascoltare, guardare, pensare…e torturarvi un po’ la mente. E solo nel momento in cui direte “cazzo, se avessi ora la reflex…” vuol dire che c’era una fotografia da fare.

Le moderne reflex hanno otturatori garantiti almeno sino a 100.000 scatti.
Non siete obbligati a farli tutti.

fabio.

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