onda perfetta (old post)

by adminfc, March 12, 2013

Si, molti di voi l’avranno già letto lo so. Ma è un post al quale sono affezionato, scritto di getto, di pancia, di sudore. Ed era sul mio vecchio blog. E mi sarebbe spiaciuto perderne memoria, è un post che per me significa molto e che, grazie ad amici, mi ha dato dei ricordi molto forti, molto. Lo ripropongo solo per tenerne archivio.
———-

domenica 26 giugno 2011
L’ONDA PERFETTA
Uhm è un titolo un po’ forte me ne rendo conto… ma mi è venuto in mente qualche giorno fa al matrimonio di un amico (alla fin fine divento amico con un po’ tutti i miei clienti, ed è una cosa splendida e forse è proprio per questa sensazione che la cosa accade). Eravamo alla decima ora circa e mi sono ritrovato al tavolo, sfatto, sudato (marcio sarebbe più corretto), silenzioso mentre in sala gridavano ancora “bacio bacio bacio”.
Simona al tavolo con me, Luca (il mio collaboratore) in giro a fare non so cosa (ma spero sempre relativo al lavoro ahahahha).
Mi guarda e mi dice “fabio ma cos’hai ? Sembri sul punto di morire…”
“non ho ancora fatto le foto che vorrei fare…”
“e che foto vorresti fare ?”
“non lo so”

E poi ci siamo alzati e abbiamo continuato per altre 3 orette tornando comunque a casa con un servizio che non mi dispiaceva, molto fresco spontaneo e simpatico come era il matrimonio stesso.

Ma nei giorni seguenti mi sono ritrovato a riflettere. Su quei fotografi che ancora oggi, durante un matrimonio, fanno gli scatti eleganti allo sposo che si sistema i gemelli (con la poca eleganza che contraddistingue tutti noi che i gemelli li mettiamo una volta nella vita), alla sposa che regge la collezione di bambole in porcellana della mamma (che tanto somigliano a quelle che, nei film horror, spalancano di colpo gli occhi e ti saltano alla gola), ai genitori ai lati degli sposi dentro la chiesa al termine della cerimonia, ai parenti dello sposo, i parenti della sposa, gli amici, battete le mani, ora tutti a fare uuuuuuuuhhhhhhh e a ridere e ciiiiiissss, al taglio della torta al ristorante, rigorosamente appena si arriva e prima di anche solo dissetarsi dall’arsura del caldo.
E poi se ne tornano a casa.
Con le stesse foto che han fatto il weekend precedente, ma con volti diversi. Con le stesse espressioni da pirla.
Freschi e riposati. Consegnano i loro 120 scatti. E via verso la prossima domenica.

Ce ne sono ancora molti. Ma scompariranno piano piano.

E mi son messo a pensare a quanti vedono la fotografia come la vedo io (e ne conosco…)
L’attesa frenetica, ossessionante, quasi alienante. La sensazione di inadeguatezza perenne, il pensare “avrei potuto, avrei DOVUTO fare di meglio”.
Un matrimonio oggi costa, statistiche alla mano, mediamente 25000 euro. Erano 50 milioni. Una cifra spaventosa, enorme.
E ancora qualcuno si permette di fottersene e di non dare il sangue sul campo. Se non per i soldi almeno per i visi quasi sempre estatici degli sposini, felici, imbambolati nel trovarsi circondati di lusso ed attenzioni, di festa e di goliardia, di pianti e di sguaiate risate.
E alcuni di noi se ne fottono.

Ma altri di noi stanno dopo 10 ore al tavolo a pensare che non hanno ancora fatto il loro dovere.
A pensare a quale deve ancora essere “lo scatto che vale il servizio”.
Ad attendere quella che per i surfisti è l’utopistica ONDA PERFETTA.

fabio.

Fb comments

No Comments


Leave a Reply

Your email address will not be published Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Anti-spam image

like box

Slideshow