I Diavoli. Battaglia delle arance, Ivrea. Fuji X-E2 terzo capitolo.

by adminfc, March 5, 2014

Un mesetto e mezzo fa contattai l’associazione di aranceri dei Diavoli. Una delle più “rudi”, mi dicono, della Battaglia delle Arance di Ivrea.

Il mio obiettivo era proseguire i test della mirrorless di casa Fujifilm, la X-E2 in un’altra situazione un po’ al limite. Per testarne, sul campo, le doti di robustezza e soprattutto reattività nell’uso.
Così andai una sera alla sede dell’associazione a presentare il tutto.
Insieme all’amico (nonchè collaboratore nello Studio Camandona Pilolla ) Mario Rota abbiamo proposto un’idea nuova. Lontana dal racconto dell’evento che solitamente viene fatto. Ossia raccontare la “giornata di due aranceri”.
L’idea è piaciuta molto ai Diavoli che, dopo essersi accertati giustamente che non ci fossimo poi messi a vendere ritratti e/o foto varie dando fastidio ai fotografi che da sempre vivono anche di questo, ci hanno accolto come meglio non si poteva.

Accordo fatto. Soprattutto avevamo ottenuto ciò che più ci premeva: la libertà di movimento e la libertà creativa. Nessun vincolo di terzi.

Lunedì 3 marzo era il giorno scelto da noi. Ci siamo trovati in quel di Cigliano (ove sta lo Studio) e siamo partiti per la volta di Ivrea. In tenuta da uragano entrambi 😀
Arrivati ad Ivrea siamo stati accolti da tutti i Diavoli nella loro Diavolandia, una grande tensostruttura all’interno della quale si svolge la loro festa di ben una settimana intera (è l’unica squadra a fare, da sempre, questo).
Canti, stornelli, risate, grida… tutto era permeato di una ileve ed allegra tensione in attesa della “battaglia”. Ci han spiegato un po’ di cose, il senso di questa rievocazione (molto interessante vi rimando a Wikipedia: QUI ), la sportività, i sistemi per “tirare” etc.
Ci han fatto entrare nell’ottica della giornata.

Abbiamo iniziato ad interagire con i nostri due soggetti: uno dei boss dei Diavoli, Marco, e l’elemento forse più “particolare” della squadra: una sorta di antico Vichingo. Yuri. 190 cm di muscoli ed adrenalina.

E’ iniziato quel per il quale eravamo andati li. Si sono vestiti. Siamo usciti, pioveva. Clima di guerra vera 🙂 Una piccola sfilata ed abbiamo raggiunto la loro piazza, ove sarebbero poi passati i carri. All’ingresso la scritta “SCATENATE L’INFERNO”.

Una controllata al rivestimento sulle nostre macchine fotografiche (la X-E2 per me ed una Canon Mark III per il Mario) e poi via.
Discorso del capo dei Diavoli. Discorso del Marco (un trascinatore come pochi). Arriva il primo carro.

DELIRIO. Arance da tutte le parti. Calca. Grida. I carristi con i loro caschi tirano sugli assalitori popolani. Stupisce vedere che i tiratori a piedi non temono di prendersi le arance addosso. Non si coprono. Assaltano con foga e senza sosta.
Guardiamo le altre due aree della piazza ove vi sono altre due squadre. Non ci sono paragoni. I Diavoli sono matti. Nonostante la pioggia sono in 300 (si, come il film 🙂 ). Un’infinità. Ogni carro è bersagliato per tutta la lunghezza del percorso a loro assegnato. Alcuni non rallentano nemmeno tirando dritto con fretta.

Marco, dopo ogni passaggio, raduna le “truppe” e le prepara incitandole al prossimo carro. Yuri, dopo poche decine di minuti, rimane a torso nudo come un guerriero d’altri tempi.
I Diavoli si incitano a vicenda senza sosta.
E’ un’atmosfera surreale, sembra di vivere in un’altra dimensione. Nonostante l’apparente violenza si sente, si annusa, e si vede un’enorme sportività ed un gran legame tra tutti i partecipanti, a piedi come sui carri. C’è orgoglio, c’è spirito di squadra sia all’interno della singola squadra che all’interno dei partecipanti tutti alla rievocazione.

Io e Mario due stracci da gettare nell’umido. Abbiamo comprato i “Berretti Frigi” ossia i copricapo degli “Innocenti”, quelli ai quali non bisogna tirare le arance ma avendo, per scelta, affrontato il reportage in prima linea di arance ne prendiamo anche noi. Nessuno ci tira addosso direttamente e volutamente ma quando passa un carro il cielo ne è pieno.

La strada, nel frattempo, si riempie sempre più di poltiglia. Gli scarponcini affondano sino alla caviglie. I Diavoli continuano gli assalti. E’ una soddisfazione, per loro, quando un carro si ferma al centro ed accetta la battaglia.

Noi, vivendola al loro fianco (ci alterniamo io e Mario nel seguire Marco e Yuri) ne rimaniamo fisicamente ed emotivamente coinvolti. Siamo come una telecamera nascosta. La stanchezza e lo scarico di tensione che segue il passaggio di un carro li viviamo insieme a loro. Come il risalire dell’adrenalina all’arrivo del prossimo.

Marco e Yuri non mollano un attimo. Non potevamo avere soggetti migliori. Sono due combattenti.

Poi, come è iniziato, tutto termina. Cassette vuote di arance ovunque (PS le arance, altrimenti destinate al macero, vengono da tutti acquistate dagli agricoltori diretti che, quindi, le forniscono molto volentieri). Visi stanchi. Abiti che non sono più abiti. Qualche livido (parecchi a dire il vero). Qualche viso gonfio. Tanto divertimento per tutti.

Questo è quanto abbiamo vissuto.

La Fuji. Proseguendo il progetto di test sul campo iniziato due mesi fa con Fujifilm Italia l’ho coperta bene per pioggia e schizzi adattandole un apposito involucro per reflex. E l’ho usata come tale. Senza remore.
Mi ci sono buttato in mezzo. Ho scattato fotografie.
Risultato: lei si è presa tre aranci di cui uno di lato sulla lente e due frontali. La struttura totalmente in metallo ha fatto sì che non le sia accaduto nulla. Ma proprio nulla. (una delle tre botte era davvero violenta).
La macchina ha reagito benissimo all’uso sotto stress. L’AF si è dimostrato eccellente (in molti casi non vi era davvero il tempo di fermarsi e comporre: si scattava con viso coperto e macchina protetta dal corpo).
La qualità dei file è ottima. Ho usato, per questioni pratiche ed economiche, la lente da kit 18-55. Certo non è come il 14 ed il 60 ma comunque oltre la sufficienza piena. Adatta allo scopo e questo, per me, è quanto serve. Il resto è, come sempre, ciccia.

Un particolare che mi ha colpito: appena arrivati in piazza i due fotografi ufficiali si sono avvicinati al Mario chiedendogli, cortesemente, di non intralciarli. Normale, giusto. A me, con la ML al collo, non han detto nulla. Invisibilità. Non è la prima volta, accadde anche al reportage alla Thay Boxe Mania ( QUI )

Sempre più convinto sullo switch.

Un ringraziamento davvero enorme ai Diavoli tutti che ci hanno accolto abbracciandoci alla fine (che spaciocco…..). Enorme il ringraziamento a Marco ed a Yuri. Due leader indiscussi. Carismatici, grintosi, instancabili. Non potevamo chiedere di meglio.

Il loro web QUI

Le foto. Io e Mario abbiamo due stili differenti. Abbiamo quindi interpretato la stessa vicenda con ognuno il proprio modo. Simili nel muoverci (entrambi sempre sotto il fuoco, alla fine eravamo uno schifo) ma differenti nel vedere le cose.
Il suo reportage, che trovo magnifico, è qui. Tutto in BN crudo: I Diavoli by Mario Rota
I
l suo testo

Il mio è qui.

 

 

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